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sabato 21 ottobre 2017

L'AICE HA BISOGNO ANCHE DI TE! Aiutaci a sconfiggere l'epilessia e a sostenere la ricerca sulla farmacoresistenza!


Carissimi tutte e tutti,

il Coordinamento regionale AICE dell'Umbria (Associazione Italiana Contro l'Epilessia) sarà impegnato nei prossimi mesi nell'organizzazione di importantissimi appuntamenti: la consueta campagna per il tesseramento 2018, l'assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche, l'iniziativa nazionale "Il 14 febbraio 6 con noi!" e  una serie di incontri formativi/informativi sulle epilessie da sviluppare su tutto il territorio regionale.



C'è bisogno di te! Aiutaci a sconfiggere l'epilessia e a sostenere la ricerca contro la farmacoresistenza!

Se sei interessata/o a collaborare, a donare anche solo poche ore del tuo tempo, puoi metterti in contatto con noi, ti aspettiamo!!!

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Per informazioni e contatti:
- per la provincia di Terni, puoi contattare il presidente regionale Lorenzo Gianfelice al numero +393939890599 
- per la provincia di Perugia, puoi contattare la referente provinciale Maria Teresa Lattaioli al numero +393477674689



giovedì 9 febbraio 2017

13 FEBBRAIO, GIORNATA MONDIALE PER L'EPILESSIA: CONFERENZA-STAMPA NAZIONALE A TERNI


Lunedì 13 febbraio, Giornata Mondiale per l'Epilessia, alle ore 11.00, alla Sala consiliare del Comune di Terni, conferenza-stampa di presentazione delle iniziative nazionali a sostegno della ricerca per sconfiggere la farmacoresistenza e a riconoscimento di percorsi inclusivi, nel mondo della scuola e del lavoro, realizzati per persone con epilessia farmacoresistente.

I fondi delle campagne nazionali "14 febbraio: 6 con noi!" e "14 febbraio: Accendi il cuore per l'Epilessia" saranno banditi con un accordo sottoscritto dal Comune di Terni ed AICE che prevede anche per i prossimi anni il congiunto impegno nazionale a sostegno della ricerca e della piena cittadinanza delle persone con epilessia. Un impegno inserito negli "Eventi Valentiniani" e maturato, per la confessione cristiana, nel tradizionale riconoscimento del patrono della città, martire decollato, quale storico protettore delle persone con epilessia.

Epilessia e Terremoto
Nel corso della conferenza-stampa verranno anche presentate le "azioni concrete" a sostegno quotidiano delle Comunità terremotate ed in specie delle persone con disabilità. Ciò caratterizzerà, oltre al tradizionale sostegno alla ricerca, l'impegno dell'Associazione Italiana Contro l'Epilessia per la Giornata Mondiale dedicata a questa patologia che colpisce oltre 300mila italiani, con la persistenza del 40% dei casi di farmacoresistenza.

Saranno presenti:

Per il Comune di Terni:
- Leopoldo Di Girolamo, Sindaco di Terni
- Francesca Malafoglia, Vice Sindaco e Assessore al Welfare del Comune di Terni

Per AICE:
- Giovanni Battista Pesce, Presidente nazionale
- Lorenzo Gianfelice, Presidente AICE Umbria

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Per maggiori informazioni potete contattare:
AICE onlus
tel +39057574032 mail assaice@iperbole.bo.it

AICE UMBRIA onlus
Cell. +393939890599 mail aiceumbria-epilessia@gmail.com 

oppure consultare i siti:

venerdì 20 gennaio 2017

INCLUSIONE SCOLASTICA: DAL GOVERNO, GRAVE PRESA IN GIRO


Francamente offesi dalla proposta del Governo (AdG n. 378) presentata al Parlamento ed al Paese su inconsistente continuità didattica per gli alunni con disabilità e loro famiglie, ed auspicando ravvedimento governativo, sostanziale modifica parlamentare, giusta informazione e forte impegno delle associazioni a che ciò accada AICE ha inviato a Governo, Parlamento e mondo associativo pesante censura ed invito alla mobilitazione (riprodotto anche in coda e riprese da Superando.it).

Gravissima la mancanza dell'incarico del Docente di Sostegno sull'intero ciclo dell'alunno con disabilità. Purtroppo le criticità sono anche altre ed estremamente rilevanti tanto da farci fare pericolosissimo percorso verso la discriminazione.

Condivise dalla FISH le critiche e la necessità di mobilitazione.

DIFFONDETE QUANTO PIU' POSSIBILE LA PROTESTA!!!

Di seguito la nota dell'AICE inviata a:
> Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni
> Ministra Valeria Fedeli
> Componenti Commissioni VII, XII e V della Camera
> Componenti Commissioni VII, XII e V del Senato
> Presidenti FISH e FAND
> Organi d'informazione

Oggetto: Continuità didattica, una presa in giro
La mancata assegnazione dell'incarico del docente di sostegno sull'intero ciclo scolastico dell'alunno con disabilità ci costringe ad affermare che su questo cardinale punto lo "Schema di decreto legislativo recante le norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità (AdG n. 378) segna una grandissima e gravissima presa in giro.
Il valzer degli insegnanti di sostegno, pur singolarmente prolungato per 10 anni, continuerà annualmente a danno delle nostre famiglie, della qualità inclusiva della Scuola italiana e del bilancio dello Stato, affidando ipocritamente la continuità al piano d'inclusione ed al piano educativo individualizzato: carta straccia se non garantita dalla continuità di adeguati sostegno all'impegno di tutti i docenti dell'alunno.
La denuncia di questo osceno balletto ha visto AICE denunciare per anno i relativi dati sulla rubrica "Hocchio" sulle pagine di Repubblica e promuovere nel 2006 la prima Proposta di Legge, la n. 2003 presentata dall'onorevole Katia Zanotti, per legare l'incarico al ciclo di studio dell'alunno con disabilità e non agli interessi di carriera di chi dovrebbe essere al servizio suo e dell'intera comunità. AICE s'impegnò a che l'attuale Proposta di legge n. 2444, sostenuta dalla FISH e dalla FAND, fosse presentata dall'onorevole Filippo Fossati ed offrisse al Governo gli elementi per interrompere questo odioso balletto.
Ora che la denuncia, grazie anche al dossier di Gianantonio Stella sul Corriere, sembra diventare di dominio pubblico, la proposta del Governo, su questo punto, non ferma una giostra di oltre 5 miliardi di euro all'anno ove chi balla, pur meglio garantito, continuerà a farlo con grave ed irreparabile danno per centinaia di migliaia di nostri figli, che con questa presa in giro, invece di essere posti al centro della qualificazione inclusiva di tutta la comunità, rimangono mero strumento.
Chiedendo a tutti il massimo impegno a che l'Atto del Governo n. 378 contempli vera continuità didattica per gli alunni con disabilità e non loro presa in giro, porgo franco saluto.
Il Presidente AICE Onlus, Giovanni Battista Pesce
Leggi anche:

lunedì 5 ottobre 2015

A CASA DI MOGOL PARLEREMO DI SCLEROSI TUBEROSA MA NON SOLO... >>> LE FOTO DEL CONVEGNO


Il bambino Neurologico in Pronto Soccorsointervento di S. B. Torrey, Direttore della Divisione di Emergenza Pediatrica, Bellevue & Tisch Hospital, New York City, New York


Il bambino Neurologico in Pronto Soccorsointervento di S. B. Torrey, Direttore della Divisione di Emergenza Pediatrica, Bellevue & Tisch Hospital, New York City, New York

Il bambino Neurologico in Pronto Soccorsointervento di S. B. Torrey, Direttore della Divisione di Emergenza Pediatrica, Bellevue & Tisch Hospital, New York City, New York


Il bambino Neurologico in Pronto Soccorsointervento di S. B. Torrey, Direttore della Divisione di Emergenza Pediatrica, Bellevue & Tisch Hospital, New York City, New York



Il trattamento precoce dell'epilessia associata alla Sclerosi Tuberosa 
intervento di P. Curatolo, Direttore U.O.C. Neuropsichiatria Infantile, Dipartimento di Neuroscienze, Policlinico di Tor Vergata, Roma

Il trattamento precoce dell'epilessia associata alla Sclerosi Tuberosa 
intervento di P. Curatolo, Direttore U.O.C. Neuropsichiatria Infantile, Dipartimento di Neuroscienze, Policlinico di Tor Vergata, Roma


Indicazioni e controindicazioni dei nuovi farmaci antiepilettici per l'epilessia intrattabile associata alla Sclerosi Tuberosaintervento di J. J. Riviello, Jr. Direttore della Divisione di Neurologia Pediatrica, Morgan Stanley Children's Hospital, Columbia University Medical Center, New York City, NY

Indicazioni e controindicazioni dei nuovi farmaci antiepilettici per l'epilessia intrattabile associata alla Sclerosi Tuberosaintervento di J. J. Riviello, Jr. Direttore della Divisione di Neurologia Pediatrica, Morgan Stanley Children's Hospital, Columbia University Medical Center, New York City, NY

Trial clinici con inibitori mTOR nella TSC
intervento di D. N. Franz, 
Direttore della Clinica della Sclerosi Tuberosa, Università di Cincinnati, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio


Trial clinici con inibitori mTOR nella TSC
intervento di D. N. Franz, 
Direttore della Clinica della Sclerosi Tuberosa, Università di Cincinnati, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio

Trial clinici con inibitori mTOR nella TSC
intervento di D. N. Franz, 
Direttore della Clinica della Sclerosi Tuberosa, Università di Cincinnati, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio

Trial clinici con inibitori mTOR nella TSC
intervento di D. N. Franz, 
Direttore della Clinica della Sclerosi Tuberosa, Università di Cincinnati, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio

una foto della sala

domenica 6 settembre 2015

DOMENICA 4 OTTOBRE: A CASA DI MOGOL PARLEREMO DI SCLEROSI TUBEROSA MA NON SOLO...


Domenica 4 ottobre, dalle ore 14.45, l'A.I.C.E. Umbria Onlus (Coordinamento regionale dell'Umbria dell'Associazione Italiana Contro l'Epilessia), l'Associazione Sclerosi Tuberosa Onlus, in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia Pediatrica e il CeSVol (Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Terni), organizzano il convegno:
A CASA DI MOGOL PARLEREMO DI SCLEROSI TUBEROSA MA NON SOLO...

Programma
ore 14.50     Saluto delle autorità
ore 15.00     Introduzione: S. Grosso, Siena
ore 15.14-16.45
Moderatori: D. Frondizi, Terni - S. Maffei, Perugia

Il bambino Neurologico in Pronto Soccorso - S. Torrey, New York, USA
Il trattamento precoce dell'epilessia associata alla Sclerosi Tuberosa - P. Curatolo, Roma

ore 16.45 - 17.00     Discussione
ore 17.00    Coffee break
ore 17.15-18.45
Moderatori: R. Falsaperla, Catania - M. Lodolo, Terni

Indicazioni e controindicazioni dei nuovi farmaci antiepilettici per l'epilessia intrattabile associata alla Sclerosi Tuberosa - J. J. Riviello, New York, USA
Trial clinici con inibitori mTOR nella TSC - D. N. Franc, Cincinnati, USA

ore 18.45     Conclusioni: M. Lodolo, Terni

Relatori e Moderatori

S. Grosso
Responsabile del Dipartimento di Pediatria, Ospedale Santa Maria alle Scotte, Siena
S. B. Torrey
Direttore della Divisione di Emergenza Pediatrica, Bellevue & Tisch Hospital, New York City, New York
P. Curatolo
Direttore U.O.C. Neuropsichiatria Infantile, Dipartimento di Neuroscienze, Policlinico di Tor Vergata, Roma
J. J. Riviello
Jr. Direttore della Divisione di Neurologia Pediatrica, Morgan Stanley Children's Hospital, Columbia University Medical Center, New York City, NY
D. N. Franz
Direttore della Clinica della Sclerosi Tuberosa, Università di Cincinnati, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio
M. Lodolo
Pediatra Neurologo, USL Umbria 2, Terni
D. Frondizi
Responsabile della struttura di Neurofisiopatologia, Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni
S. Maffei
Pediatra, Ex Direttore della Clinica Pediatrica di Perugia, Perugia
R. Falsaperla
Direttore U.O.C. Pediatrica e Pronto Soccorso Pediatrico, Policlinico V. Emanuele, Catania - Presidente della Società Italiana di Neurologia Pediatrica

Responsabile Scientifico: Dott. M. Lodolo, Terni
Per informazioni: cell. +39337639697 - mail lodolom@libero.it

Locandina del Convegno: clicca qui per scaricare il documento
Scheda di partecipazione al convegno: clicca qui per scaricare il documento
Come arrivare al CET - Centro Europeo Toscolano: clicca qui per scaricare il documento



giovedì 28 novembre 2013

DOMANI A PERUGIA CONVEGNO DAL TITOLO "NUOVE STRATEGIE TERAPEUTICHE NELLA GESTIONE DEL PAZIENTE CON EPILESSIA"


Fonte ASCA - Un Convegno dal titolo "Nuove strategie terapeutiche nella gestione del paziente con epilessia". Organizzato dalla S.C. di Neurologia dell'ospedale S.Maria della Misericordia di Perugia, diretta da Paolo Calabresi, è programmato per domani 29 novembre nelle Aule Universitarie della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Perugia. Hanno dato adesione esperti della patologia che operano in centri italiani ed europei. A presiedere la Segreteria scientifica, Cinzia Costa, ricercatore universitario e dirigente medico dell'Ospedale perugino, che ha perfezionato le proprie competenze specifiche nel campo delle epilessie in centri di eccellenza degli Usa. "L'epilessia è un disturbo neurologico cronico caratterizzato da crisi epilettiche continue - spiega la Costa - definite come manifestazioni cliniche parossistiche, di breve durata, caratterizzate da segno e/o sintomi dovuto a un'attività neuronale anomala. In Italia - continua la ricercatrice - sono circa 500.000 le persone che ne sono affette, con 30.000 nuovi casi per anno, con incidenza più elevata nei bambini e negli anziani. Non vi è dubbio che la patologia rappresenti un problema di vasta rilevanza sociale".
"Alla base della malattia - evidenzia la dottoressa per ricordare quali sono i fattori che possono causare l'epilessia - ci possono essere fattori acquisiti, come una sofferenza cerebrale perinatale, anomalie dello sviluppo corticale, trauma cranici, disturbi cerebrovascolari, infezioni cerebrali, interventi neurochirurgici, tumori cerebrali, ma anche anomalie genetiche possono determinare l'epilessia". Sulle modalità d'intervento, la dottoressa Costa sottolinea "l'intento è ottenere la completa libertà dalle crisi, senza compromettere la qualità della vita dei pazienti. I progressi diagnostici e di tecnica neurochirurgica rendono possibile l'intervento di rimozione del focolaio epilettico in una percentuale di pazienti significativamente maggiore rispetto al passato".
La giornata di studio si articolerà in varie sessioni dedicate all'aggiornamento delle metodiche diagnostiche e terapeutiche delle epilessie. In particolare sulle attuali conoscenze genetiche, sull'approccio multidisciplinare diagnostico-terapeutico nella gestione del paziente neuro-oncologico, sul trattamento dello stato epilettico in età evolutiva e pediatrica. "Il convegno che abbiamo organizzato - conclude la dottoressa - si propone l'obiettivo di fornire aggiornamenti sui farmaci disponibili, individuare e commentare le attuali linee-guida ed illustrare i moderni orientamenti nella gestione delle problematiche più comunemente osservate nella pratica clinica".

lunedì 15 luglio 2013

LE EPILESSIE OGGI

Le epilessie oggi
Prof. Raffaele Canger
Cattedra di Neurofisiologia Clinica dell'Università, Centro Regionale per l'epilessia, Ospedale San Paolo, Milano

"E qual è quel che cade, e non da como per forza di demon ch'a terra il tira, o d'altra oppilazion che lega l'omo, quando si leva, ché intorno si mira tutto smarrito della grande angoscia ch'elli ha sofferta, e guardando sospira, tal era il peccator levato poscia". Con queste due terzine Dante sintetizza magistralmente le due più accreditate credenze esistenti nei confronti della natura dell'epilessia: quella magica, ovvero la possessione demoniaca, e quella scientifica, che considera l'epilessia una malattia, ovvero una "oppilazion" che affligge l'umanità. La prima traduce convinzioni millenarie, che hanno trovato ampio riscontro nelle descrizioni dei Vangeli, ed in modo particolare in Marco; la seconda, al contrario, rispecchia la tradizione ippocratica, per la quale l'epilessia era di origine cerebrale, non aveva nulla di sacro né di demoniaco, ed era "da riguardare come tutte le altre malattie". Dal greco epilambanein, che significa "essere colti, esser sopraffatti di sorpresa", l'epilessia rappresenta un sintomo, una modalità di reazione del cervello agli stimoli più diversi. Meglio: le epilessie, in quanto tali modalità di reazione (rappresentate dalle crisi) sono oltre quaranta, e dipendono dalla sede in cui ha origine il cortocircuito che le sottende, dall'estensione della zona cerebrale interessata, nonché dal grado di maturazione cerebrale, e quindi anche dall'età del soggetto. La formulazione diagnostica di "epilessia" va effettuata sulla base di dati clinici (presenza di crisi, che mostrino una tendenza recidiva), mentre all'elettroencefalogramma (EEG) va riservato esclusivamente un ruolo secondario. Vi sono infatti persone "senza epilessia" che presentano tracciati alterati in senso epilettico, mentre numerosi sono i soggetti "con epilessia" il cui tracciato è del tutto normale. Molteplici sono le cause che possono sottendere un'apilessia: cause prenatali (secondarie a gameto, embrio o fetopatie, malattie o traumi della madre); perinatali (sofferenza da parto), che determinano il 60% delle epilessie da causa nota; postnatali, tra cui traumi, tumori, affezioni vascolari, metaboliche ecc. Le epilessie da causa nota sono dette "sintomatiche"; quelle in cui si presuppone l'esistenza di una causa, peraltro non dimostrabile, vengono chiamate "criptogeniche". Esistono, inoltre, epilessie "sine causa" legate a una predisposizione familiare su base genetica. E' importante sottolineare come il tipo di crisi non dipenda mai dalla causa, bensì dalla sede in cui ha origine il cortocircuito. Sulla base di dati clinici ed elettroencefalografici si distinguono epilessie generalizzate ed epilessie parziali. Nelle prime, il cortocircuito interessa sin dall'inizio tutto il cervello (si distinguono forme "primarie", che derivano da una predisposizione genetica, mentre si parla di forme "secondarie", quando esiste una presumibile causa); nelle seconde, il cortocircuito ha un'origine focale, circoscritta, che determina crisi semplici, quando non vi è perdita di contatto con l'ambiente, e crisi "complesse", quando tale perdita è presente. In una relativamente piccola percentuale di casi, poi, le crisi hanno un inizio parziale, ma il cortocircuito presenta successivamente una generalizzazione secondaria (epilessie parziali con generalizzazione secondaria). E' opportuno sottolineare come le epilessie "generalizzate" siano età-dipendenti, mentre quelle "parziali" possano insorgere a qualsiasi età. Ciò significa, contrariamente a quanto ritenuto da molti, che le epilessie si manifestano in qualsiasi momento della vita, anche se è accertato che l'80% di tutte le forme di epilessia si manifesta prima del 20° anno di età.

Come già detto, il verificarsi di una unica crisi non consente di porre diagnosi di epilessia; il 5% della popolazione, infatti, presenta una unica crisi nel corso della vita. La prescrizione di una terapia antiepilettica, pertanto, va effettuata unicamente in soggetti con crisi "recidivanti", indipendentemente da quanto rilevato all'EEG. L'affermazione che curando soggetti i cui tracciati sono patologici si possa "prevenire un'epilessia" è falsa. La prevenzione va effettuata nelle sale parto, migliorando l'assistenza perinatale, adottando misure che riducano la gravità di possibili traumi craniocerebrali (casco, cinture di sicurezza, ecc.), oppure ancora trattando adeguatamente episodi convulsivi febbrili, se prolungati (frequenti in età evolutiva), o coloro che siano stati sottoposti a traumi o interventi importanti a carico del sistema nervoso centrale. Sono concetti, questi, che dovrebbero essere noti a tutti, in quanto la problematica "epilessia" è di vasta dimensione sociale: l'1% della popolazione, infatti, presenta un'epilessia (in Italia oltre seicentomila persone, più di novantamila nella sola regione Lombardia), con una incidenza di circa 25-30 mila nuovi casi ogni anno.
Eppure, come risulta da un'inchiesta Doxa, il 27% della popolazione italiana adulta non ha mai sentito parlare di epilessia, e non ne conosce il significato. Come già è stato accennato, esistono oltre quaranta tipi di crisi. Nell'ambito delle epilessie generalizzate (che sono età-dipendenti), si verificano - durante il primo anno di vita - i cosiddetti "Tic di Salaam" (Sindrome di West), contrazioni brusche, ripetute, che assomigliano al saluto mussulmano, e che si accompagnano a un arresto dello sviluppo psicomotorio. In periodo prescolare sono tipiche le crisi "acinetiche" (Sindrome di Lennox-Gastaut) che comportano una improvvisa caduta a terra dalla quale il soggetto si rialza immediatamente, spesso dopo aver riportato ferite al volto o al capo. In età scolare si verificano le "assenze" (Sindrome di Friedman) ovvero perdite di contatto con l'ambiente di breve durata, che possono ripetersi anche cento e più volte nel corso della giornata, condizionando gravemente il rendimento scolastico di coloro che ne soffrono. I bambini "si incantano" per pochi secondi, e immediatamente dopo riprendono l'attività interrotta, o il filo del discorso. In età adolescenziale, invece, si verificano - specie dopo il risveglio - scosse brusche (Sindrome di Janz) generalmente limitate agli arti superiori, favorite da risvegli precoci, stress o veglie prolungate. Gli oggetti che il soggetto ha in mano, a seguito della crisi, vengono scagliati a terra. Nell'ambito delle epilessie parziali (non età-dipendenti), il tipo di crisi è legato alla zona cerebrale in cui ha origine il cortocircuito: se è interessata la zona motoria, il sintomo si traduce con scosse più o meno ritmiche a carico di un segmento corporeo; se è coinvolta la zona sensitiva, si avranno parestesie (formicolii). Le crisi possono manifestarsi anche con sintomi visivi, gustativi, uditivi, quando sia interessata la rispettiva zona cerebrale. Accanto a queste manifestazioni, sempre uguali nello stesso soggetto, che non sono accompagnate da perdita di contatto con l'ambiente (il soggetto "vive" la propria crisi), vi sono le crisi parziali complesse. Precedute, in genere, da una sensazione che viene avvertita dal soggetto (la cosiddetta "aura"), sono caratterizzate da una perdita di contatto con l'ambiente, e dalla comparsa di tutta una serie di automatismi (orali, gestuali, verbali, deambulatori) e di fenomeni vegetativi più o meno intensi (pallore, rossore, sudorazione, aumentata secrezione salivare, ecc). Le crisi, la cui comparsa è spesso a grappolo, terminano con una fase confusionale, con graduale ripresa dello stato di coscienza. La crisi epilettica di cui tutti hanno sentito parlare, e che tanto panico genera in chi la osserva, è quella di Grande male: grande, in quanto fenomenologicamente più vistosa, non in quanto più grave sotto il profilo prognostico. Esistono, infatti, grandi mali che guariscono subito e piccoli mali non controllabili da alcuna terapia. Il soggetto emette un urlo, cade al suolo con gli occhi arrovesciati, irrigidito, cianotico in volto con la bava alla bocca, presentando successivamente contrazioni brusche ai quattro arti, alle quali segue generalmente un periodo più o meno lungo di sonno, o di malessere generale (dolori muscolari, nausea, vomito). Contrariamente a quanto si crede, la lingua - nel corso della crisi - non cade all'indietro. Pertanto le pratiche comuni di tentare di aprire la bocca per tirare fuori la lingua, oppure mettere qualcosa tra i denti per evitare una morsicatura della medesima, sono errate, in quanto possono danneggiare sia coloro che le mettono in atto, sia quelli che le subiscono. Quando si interviene, infatti, per evitare la morsicatura della lingua, questa - se doveva verificarsi - è già avvenuta. Gli arti, poi, non vanno mai trattenuti per il rischio di possibili fratture. Di fronte a un soggetto con crisi basta porre sotto il capo un oggetto morbido o un cuscino, slacciare il colletto, ruotare il capo da un lato, se vi è eccessiva produzione di saliva, e aspettare che la crisi cessi. Chiamare un'ambulanza è per lo più inutile, in quanto il soggetto arriva al Pronto Soccorso a crisi terminata, e i provvedimenti cui viene sottoposto sono spesso del tutto inutili.

Di epilessia si può guarire. In sette casi su dieci si ottiene, comunque, un controllo della sintomatologia se, a una corretta diagnosi, segue la prescrizione di una terapia idonea, cose queste che non sempre si verificano. Quest'ultima è spesso rappresentata dal Valproato di sodio, unico farmaco antiepilettico ad ampio spettro d'azione attualmente in commercio, e dalla Carbamazepina, soprattutto nelle epilessie parziali. Generalmente si fa ricorso a una monoterapia, vale a dire alla prescrizione di farmaci a composizione chimica unica, la cui posologia può essere messa a punto mediante la determinazione del dosaggio plasmatico del farmaco. Tutti i farmaci antiepilettici possono determinare l'insorgenza di effetti collaterali che possono essere di natura idiosincrasica (reazioni di tipo allergico), oppure dose dipendenti o ancora, dose indipendenti. Il medico che prescrive una terapia deve quindi informare il paziente sulle modalità con le quali si possono manifestare tali reazioni avverse, e soprattutto deve poter garantire una reperibilità immediata qualora la terapia dovesse creare all'utente effettivi problemi, o anche soltanto timori. La terapia delle epilessie è in genere lunga, e può durare spesso anche tutta la vita. In molti casi, tuttavia, la posologia potrà essere ridotta, sino alla sospensione del farmaco, quindi alla guarigione completa. Dopo una trentennale esperienza epilettologica ritengo che "guariti" dall'Epilessia debbano ritenersi "tutti coloro con Epilessia, le cui crisi siano controllate dalla terapia in atto". Il sogno che "troppi" pazienti rincorrono, di condurre una vita senza la "schiavitù" del farmaco è troppo spesso frustrato da imprevedibili ricadute. Le persone con epilessia devono e possono condurre una vita uguale a quella delle persone senza epilessia. Se le crisi non sono controllate, tuttavia, è sconsigliabile fare il bagno senza un testimone, mentre è vietata la guida di un veicolo. Dopo due anni senza crisi, tuttavia, è previsto il rilascio della patente. Una donna con epilessia, anche se in trattamento, può portare a termine una gravidanza senza problemi particolari, purché sia seguita da persona competente. Anche se nella letteratura esistono segnalazioni di un aumentato rischio teratogenetico, nel nostro campione di oltre seicento donne con epilessia, seguite per tutto l'arco della gravidanza dal 1977 a tutt'oggi, il numero di nati presenza una incidenza di malformazioni che è di poco superiore a quello rilevato in nati da madri senza epilessia. Per ridurre l'incidenza di malformazioni è opportuna la somministrazione di 4 mg di acido folico da assumere in epoca preconcezionale sino al terzo mese di gestazione. Nessuna malattia presenta risvolti medici e sociali, tra di loro così interdipendenti, come l'epilessia. Numerose sono, infatti, le problematiche sociali che coinvolgono le persone con epilessia, non solo nell'ambito della famiglia e della scuola, ma anche nel mondo del lavoro. La collettività accetta senza difficoltà coloro che presentano un handicap stabile, ad esempio una paresi spastica, e rifiuta invece chi è del tutto normale ed improvvisamente va "contro la logica" e sconvolge l'ordine delle cose, con una crisi di breve durata. Atteggiamenti, questi, che derivano da scarsa informazione, che sono tuttavia spesso sostenuti da disposizioni legislative discriminanti ed inique. Chi ha l'epilessia, ad esempio, sulla base di presupposti non supportati da adeguati criteri scientifici, non può donare il sangue, oppure operare in strutture della pubblica amministrazione. Disinformazione che noi cerchiamo di combattere attraverso l'attività delle Associazioni regionali per la lotta contro l'epilessia, con campagne stampa, dibattiti televisivi e radiofonici, incontri nelle scuole, con l'aiuto di quei pochi che ci danno una mano e, qualche volta, anche un aiuto economico. Tutti sostengono la campagna per la lotta al cancro, forse perché di cancro si muore. La morte civile cui sovente il cittadino con epilessia va incontro è tuttavia spesso ben più tragica di quella che pone fine alla nostra esistenza.


Bibliografia essenziale:
  • Cander R, e Cornaggia C.M. - Pubblic attitudes toward epilepsy in Italy: results of a survey and comparison with USA and West German data. - Epilepsia, 26:221-226, 1985
  • Canger R. - Le epilessia oggi. - Masson Italia, Milano, 3a Edizione, 1990
  • Canger R. - Le Epilessie: queste sconosciute. - Pragma Editrice, Milano, 1993
  • Canger R., Canevini M.P., Guidolin L. et al. - In tema di epilettologia. - Novartis Medical Communications Ed., Milano, 1998
  • Canger R., Canevini M.P., Guidolin L., et al. - Vademecum per una corretta prescrizione dei farmaci antiepilettici. - Sigma Tau Ed., Gennaio 1996

domenica 14 luglio 2013

EPILESSIA E CRISI / Guarigione, una conquista AICE

Estremamente limitati sono i casi di guarigione nelle epilessie, legati soprattutto a forme che spontaneamente guariscono o ad intervento chirurgico.

Fino a poco tempo fa, però, il riconoscimento della guarigione era negato. Con l'abrogazione dell'art. 320 del DPR 495 del 1992 finalmente conseguito, dopo articolata e complessa vicenda correlata con il recepimento della Direttiva CE 112 del 2009 sulla patente, con il Decreto Legislativo n. 59 del 18 aprile 2012 è stato finalmente previsto un primo riconoscimento legislativo della guarigione da epilessia.

Per verificare la propria condizione con quella di persona guarita, riferitevi al vostro medico curante.

AICE si sta adoperando per perfezionare, con nuovo atto legislativo, tale riconoscimento sulla base della certificazione in evidenza scientifica di medico specialista in neurologia o disciplina affine e non a discriminante intervallo di tempo di 10 anni di assenza di crisi e di terapie.

La guarigione è, per tutte le patologie, il superamento di una condizione patologica con il ritorno della persona all'interno della normale percentuale di probabilità di rimanifestarla.

AICE, per l'epilessia ritiene che essa debba essere certificata in evidenza scientifica da parte di medico specialista in neurologia o disciplina affine ed accertata dalla competente Commissione Medica Locale.

Alcune forme di epilessia guariscono spontaneamente, in alcuni casi supportati da terapie farmacologiche in altri a seguito di terapia chirurgica. Si ritiene che solo un 5% delle persone con epilessia ricada in questa condizione. Per avere informazioni circa la propria condizione è necessario rivolgersi direttamente al proprio medico curante.

Dal 1997, con il convegno "Epilessia e Guaribilità. 2 giugno: Cittadini di questa Repubblica", AICE pose le basi per promuovere azioni amministrative, giuridiche e legislative per conseguire la piena cittadinanza delle Persone con Epilessia.

La prima cosa da fare era il riconoscimento che sotto il termine epilessia erano raccolte numerosi e differenti quadri clinici che non potevano essere sottoposti alle medesime limitazioni.

Il riconoscimento dei casi di guarigione, nonostante AICE sia composta essenzialmente da persone con epilessie farmaco resistenti e loro famigliari, divenne strategico per la frantumazione della discriminante omologazione.

Il riconoscimento dei casi di guarigione avrebbe determinato oltre a ciò la piena dignità per la persona guarita e per lo stesso medico che la certificava.

Una discriminante omologazione che trovava il suo essere nel disposto dell'art. 320 del DPR 495 del 1999 che, tra l'altro, negava la possibilità di riconoscere i casi di guarigione, imponendo loro, per tutta la vita il riconoscimento della patente solo per la categoria A e B e con validità biennale.

Finalmente, con il contributo dell'AICE si poteva lottare contro la discriminazione con obiettivo certo e non limitarsi solo a lamentarsi del suo persistere.

Vincenzo Sardone fu il primo caso su cui s'impegnò AICE, ottenendo, in via amministrativa, accertamento da parte della CML, da parte il riconoscimento della guarigione, invero furono rimosse le ingiuste limitazioni apportate da medico, durante ennesimo ordinario rinnovo della patente, unicamente sulla base della, da lui stesso riportata, unica crisi febbrile avuta in tenera età e mai certificata.

Mario Guariento fu il primo caso, nel 2009, che AICE sostenne in un primo ricorso, bocciato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e nel successivo ricorso al TAR del Veneto che, con Sentenza n. 73 del 19 gennaio 2009, riconobbe la sua guarigione.

In via amministrativa venivano intanto ottenuti il riconoscimento di Michele Cocconi il 29 aprile 2009 presso la CML di Parma e di Luca Corradini il 6 novembre 2009 presso la CML di Reggio Emilia.

Marco Andrighetto, pur sempre in via amministrativa, ottenne, sostenuto da AICE, il primo riconoscimento della guarigione con ricorso al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con decreto del 22 marzo 2010.

Silvia Dainese fu il secondo ricorso che AICE sostenne presso il TAR del Veneto che, con sentenza n. 2716 del 24 giugno 2010.

A seguire, come ad esempio per Alessandra Chiapparini, fu sempre più facile conseguire il riconoscimento dei casi di guarigione sulla base della certificazione in evidenza scientifica da parte del medico specialista ed accertamento della competente CML.

Intanto AICE era riuscita a far presentare il 14 gennaio 2009, grazie al sostegno bipartisan di 81 Deputati, la Proposta di Legge 2009 "Norme per il riconoscimento della guarigione e per la piena cittadinanza e l'integrazione sociale delle persone con epilessia", ove al primo articolo compariva il riconoscimento dei casi di guarigione sulla base della certificazione medico-specialistica.

Successivamente alla presentazione della PDL 2060, nel corso del recepimento della Direttiva CE 113 del 25 agosto 2009, AICE propose al Ministero l'inserimento del riconoscimento dei casi di guarigione ed il superamento di quanto disposto dall'art. 320 DPR 495/02 ed a LICE, verificata la non convergenza di procedere per via legislativa, di convergere su proposta condivisa.

Approssimandosi alle indicazioni provenienti dall'associazione professionale (riconoscimento della guarigione a fronte di periodo di 5 anni di assenza di crisi in assenza di terapia, E. Beghi - 13 febbraio 2010) AICE, con la collaborazione di altri componenti il tavolo tecnico attivato al MIT, riuscì a mettere sulla prima bozza il riconoscimento dei casi di guarigione.

Successivamente alla prima riunione, il 17 marzo 2010, AICE ricevette dai due componenti LICE nominati nel gruppo tecnico di lavoro, Dr. E. Beghi e Prof. O. Mecarelli, duplice proposta, l'una ove compariva una doppia guarigione condizionata a seconda del mezzo per cui si richiedeva l'idoneità alla guida, l'altra identica proposta in cui scompariva il termine guarigione che veniva sostituito da "considerati liberi da restrizioni o limitazioni".

Ribadita da AICE a LICE la necessità di avere chiaro ed unico concetti di guarigione, il 23 marzo 2010 il Dott. E. Beghi ed il Prof. O. Mecarelli inviarono proposta da loro considerata "definitiva" in cui confusamente si reiteravano due distinte condizioni di guarigione clinica: "Possono essere considerate clinicamente guarite e non più soggette a restrizioni o limitazioni le persone che su conforme certificazione rilasciata da uno specialista in neurologia (o disciplina equipollente) risultino non aver avuto crisi epilettiche da oltre 5 anni di assenza di trattamento farmacologico per il gruppo 1 e non aver avuto crisi epilettiche da almeno 10 anno in assenza di trattamento farmacologico per il gruppo 2, fatte salve le specifiche prescrizioni di cui ai punti seguenti".

Respinta tale confusa "definitiva" proposta, AICE con incontro diretto con il MIT ribadì l'importanza di definire unico riconoscimento dei casi di guarigione e di adottare strumento normativo che permettesse l'abrogazione dell'ingiusto e discriminante art. 320 del DPR 495/92.

Il Governo dovette poi emettere il Decreto Legislativo n. 59 del 18 aprile 2011 in cui, recependo la Direttiva CE n. 113 del 2009 sulla patente, ove per l'epilessia si conseguivano adeguate misure per il riconoscimento del titolo di guida, si prevedeva contestualmente il riconoscimento dei casi di guarigione e finalmente l'abrogazione, per quanto riguardava l'epilessia, dell'ingiusto e discriminante art. 320 del DPR 495/92.

Non riusciti, per azioni dilatorie poste in essere da soci LICE e FIRE a terminare l'avviato esame parlamentare della PDL 2060, per conseguire il riconoscimento dei casi di guarigione con certificazione medica specialistica in evidenza scientifica non rimane altro che ripresentare nuova Proposta di Legge a lavorare per la sua approvazione.


sabato 13 luglio 2013

PERCORSO EPILESSIA / Centri di cura

Centri di cura per le epilessie
elenco per regione in continuo aggiornamento

I medici specialisti in neurologia o discipline affini, sono competenti per la cura delle epilessie, il vostro medico curante saprò indicarvi il centro competente più prossimo alle vostre esigenze.


I Centri di cura in Umbria

Azienda Ospedaliera Perugia
Ambulatorio Epilessia "Silvestrini"
Neurofisiopatologia
S. Andrea delle Fratte
06100 Perugia (PG)
Tel. 075/5782600
Fax. 075/5782370
e-mail: neurofisiopatologia@ospedale.perugia.it

Azienda Ospedaliera "S. Maria" Terni
Centro Epilessia
Neurofisiopatologia
Via Tristano di Joannuccio
05100 Terni (TR)
Tel. 0744/205379 - 205622
Fax, 0744/205483

PERCORSO EPILESSIA / Alla Diagnosi

Alla Diagnosi

Per tutti noi è difficile accettare un'imprevisto indesiderato, lo si vive "ingiusto", non lo si comprende e, spesso, rifiutando d'accettarlo, scaramanticamente, lo si nasconde sperando scompaia.
La comunicazione di diagnosi di situazione, temporanea o cronica, invalidante va fatta:
  • dal personale medico in idoneo e riservato ambiente, offrendo adeguato tempo ed informazioni per la sua comprensione;
  • fornendo, durante questa prima comunicazione, materiale informativo relativo sia al percorso terapeutico sia integrativo;
  • assicurandosi che alla persona servita siano chiari i riferimento per i contatti terapeutici e d'integrazione sociale del caso.
Grazie alla ricerca medica molti sono i percorsi terapeutici che conducono alla guarigione o a garantire una buona qualità della vita.
Grazie all'impegno sociale molti dono i diritti acquisiti per la piena integrazione delle situazioni di svantaggio sociale derivanti da situazioni invalidanti e molti sono i preconcetti superati.
Sulla positiva esperienza elaborata - presso il Comune di Bologna - dalle tante famiglie che associandosi migliorano il servizio pubblico si è con loro ritenuto di offrire nel difficile momento della prima comunicazione di diagnosi invalidante un "foglio di comunicazione" che possa offrire un promemoria per accedere ad agevolazioni che... insieme... ci offrano percorsi integrativi e di socializzazione. 
Un promemoria che per la sua ampiezza e generalità vuole essere valido quale riferimento per tutte le situazioni invalidanti ed una prima azione che venga seguita alla definizione di protocolli integrativi per aggregati di specifiche patologie.

venerdì 12 luglio 2013

PERCORSO EPILESSIA / Scuola


  • le crisi
  • la somministrazione dei farmaci in orario scolastico
  • il sostegno educativo a fronte di difficoltà cognitive e/o relazionali
Questi sono i principali problemi che affrontiamo nell'integrazione scolastica.
Nell'amplissimo panorama delle distinte condizioni in cui le epilessie possono manifestarsi ed incidere sul quotidiano di un alunno, della sua famiglia e della sua comunità scolastica la prima cosa da ricercare è lo sviluppo di rapporto di fiducia tra la Famiglia e la Scuola.



L'inserimento scolastico del bambino con epilessia può andare incontro ad alcune difficoltà anche in considerazione dell'età d'esordio della malattia che si manifesta nel 70% dei casi in età prescolare e nel 30% in età scolare.

A volte, quando si tratta di assenze il disturbo può essere segnalato, per la prima volta, dall'insegnante. Vanno considerati inoltre gli aspetti psicologici, comportamentali e di rendimento scolastico in rapporto all'assunzione dei farmaci.

L'integrazione del bambino spesso è complicata dal pregiudizio dell'insegnante dovuto alla scarsa informazione da cui deriva l'ansia del rapportarsi con il bambino e da un rifiuto, più o meno palese, con la conseguente emarginazione del bambino stesso (casi individuali a prescindere dal grado di socializzazione).

Proprio per questo, molti genitori, preferiscono non segnalare il disturbo del loro bambino. In questi casi consigliamo i genitori di sollecitare le Associazione regionali ad organizzare corsi di aggiornamento per gli insegnanti sia a livello provinciale che nelle singole scuole. I corsi devono essere tenuto da epilettologi, pedagogisti ed insegnanti con esperienza in materia.

Dal punto di vista burocratico, premesse le certificazioni da parte dello specialista della diagnosi, terapia e considerazioni particolari sul bambino affetto da epilessia, con deficit associati, l'Amministrazione scolastica prevede un insegnante di sostegno disponibile per un numero di ore in rapporto alla gravità del caso. Per coloro che sono affetti da epilessia senza altre complicazioni non è previsto alcun aiuto, salvo il caso in cui venga accertato che l'assunzione della terapia comporti disturbi della concentrazione, memoria e comprensione.

Ad ogni modo, sia che siano previste delle ore di sostegno per loro come per tutti gli allievi della scuola dell'obbligo, va programmato dai docenti un insegnamento individualizzato con obiettivi realmente raggiungibili da svolgere all'interno della classe o meno, a seconda di quanto concordato del consiglio di classe.

Ricordando che grazie ad AICE si conseguì nel 2002 il primo protocolo provinciale e nel 2005 le Raccomandazioni ministeriali, per quanto riguarda l'assunzione non specialistica dei farmaci a scuola, la posologia e le scadenze dell'assunzione deve essere certificata dallo specialista e consegnata al medico scolastico che autorizzerà per iscritto gli insegnanti a far assumere la terapia al bambino. Per ogni alunno in situazione di handicap opera collegialmente il Gruppo operativo interprofessionale previsto dalla CM n° 258/83, costituito dal Direttore Didattico o Preside, dagli specialisti dell'USL, dagli operatori educativo-assistenziali e/o tecnici dell'Ente Locale.

Il Gruppo si riunisce in date prestabilite almeno tre volte l'anno. Ai sensi dell'art. 6 del DPR 24.02.94, alla stesura ed alla verifica del Profilo dinamico funzionale e del Progetto educativo personalizzato è prevista la partecipazione della famiglia. Per ogni Circolo o Istituto è costituito il Gruppo di lavoro previsto all'art. 15, punto 2, della L. 104/92, con il compito di stimolare e coordinare i progetti e le azioni positive messe in atto da ogni unità scolastica per favorire l'integrazione. Tale gruppo è composto da: Direttore Didattico o Preside che lo presiede, 1 rappresentante dell'USL, 1 rappresentante dell'Ente Locale, 1 rappresentante dei docenti, 1 rappresentante degli studenti (scuole media di II grado), 1 rappresentante dei genitori di alunni con handicap o rappresentante di Associazione da loro indicato e 1 rappresentante dei genitori eletto nel Consiglio di Circolo.